Oggi ho depositato la mia prima interrogazione al Sindaco Paolo Truzzu. Il Porto Canale sta affrontando una grave crisi, sono a rischio oltre duecento posti di lavoro. Rilanciare l’attività del Porto Canale è possibile, se si sbloccano in breve tempo alcuni investimenti sulle infrastrutture. L’intervento è però bloccato da una assurda vicenda burocratica. Ve la illustro brevemente.

Nell’area del Porto Canale esisteva un tempo una piccola spiaggia, storicamente frequentata da molti Cagliaritani. La spiaggia in realtà non esiste più, ma esiste ancora il vincolo paesaggistico. Non è possibile neanche ricostruire la spiaggia in futuro. È stata eliminata con la realizzazione dei due grandi moli del Porto Canale. Si tratta quindi di un bene che non esiste più, ma che è ancora tutelato come se esistesse ancora. È questo il paradosso burocratico che sta bloccando l’autorizzazione paesaggistica per l’ampliamento delle infrastrutture.

Stiamo parlando di interventi importanti e necessari. Dall’ampliamento delle infrastrutture del Terminal Container dipende in maniera diretta il futuro di oltre duecento lavoratori del comparto. Se consideriamo la rilevanza economica del Porto, l’intera area vasta di Cagliari rischia un rallentamento di tutte le attività. E il problema non riguarda solo i container.

Gli interventi nelle zone Est e Ovest del Porto Canale.

Infatti tra gli interventi previsti e finanziati c’è quello per la realizzazione della nuova zona di attracco Ro-Ro per i traghetti passeggeri e merci, che dovrà sorgere nella zona Ovest del Porto Canale. Questo intervento permetterebbe di liberare gli spazi nella Calata Sant’Agostino per la realizzazione di un Terminal dedicato alle navi da Crociera. Cagliari potrebbe diventare un Home Port per il turismo croceristico, con l’opportunità di ospitare i croceristi in partenza e in arrivo per più giorni in città e non solo per le poche ore di sosta della nave (come avviene attualmente). Questo avrebbe enormi ripercussioni positive sulle attività ricettive, di ristorazione e di animazione turistica. Una grande opportunità vanificata dalla mancanza di uno spazio funzionale e attrezzato per l’attracco delle navi e di un Terminal adeguato all’accoglienza dei turisti.

Tra gli investimenti bloccati inoltre  c’è la creazione del Distretto per la cantieristica navale nella zona est del Porto. Un grave danno anche per lo sviluppo del turismo diportistico. Le nuove infrastrutture in progetto, infatti, hanno già suscitato l’interesse da parte di importanti Cantieri navali italiani ed esteri. Numerose richieste sono già arrivate all’Autorità Portuale per l’insediamento di nuove imprese che si occupano della realizzazione e manutenzione di imbarcazioni e grandi Yacht.

La presenza di un Distretto per la cantieristica è fondamentale affinché i proprietari dei grandi yacht, soprattutto stranieri, decidano di tenere le imbarcazioni tutto l’anno nel porto di Cagliari. La mancata realizzazione del Distretto potrebbe vanificare gli investimenti che sono stati fatti dall’Autorità portuale negli ultimi anni con la realizzazione dei nuovi moli intorno al molo Dogana. E sono a rischio anche gli investimenti futuri, che prevedono l’ampliamento del porto turistico su tutto il fronte della via Roma sino al molo Sanità. Inoltre nello stesso molo Sanità è prevista la realizzazione (al posto dell’attuale Stazione Marittima) di un Centro servizi per il diportismo dotato dei servizi che oggi mancano: servizi igienici, uffici, ricettività, ristorazione, negozi di nautica; etc.

Gli interventi previsti intorno alla Calata Sant'Agostino.

Il porto storico potrebbe diventare una delle marinerie più belle del mediterraneo.

A riprova del fatto che lo sviluppo del turismo crocieristico e diportistico nel porto di Cagliari rappresenti una possibilità concreta, vi è il fatto che numerosi piccoli e grandi investitori stanno acquistando e riconvertendo immobili non utilizzati per la realizzazione di strutture ricettive (vedi Palazzo Tirso, Palazzo Doglio, Scala di Ferro).

Inoltre con l’attuale situazione risultano bloccati anche gli interventi di mitigazione paesaggistica. Si tratta della realizzazione di un grande parco urbano nella zona di Giorgino tra il Villaggio Pescatori e la Chiesa di Sant’Efisio. Un intervento che permetterebbe di riqualificare l’intero quartiere e di riconnetterlo, attraverso la realizzazione di un ponte ciclopedonale, con la zona di Sa Perdixedda e con il resto della città.

Per questo ho chiesto al Sindaco, attraverso un’interrogazione urgente, di intervenire con celerità e forza con la Regione e soprattutto col Ministero affinché si trovino le soluzioni per sbloccare le procedure amministrative che impediscono la realizzazione degli interventi di sviluppo del Porto Canale.

Gli interventi di mitigazione paesaggistica