I cagliaritani recentemente hanno avuto modo di leggere sulla stampa locale l’ultima puntata della vicenda, ormai troppo lunga, sulla riqualificazione del vecchio Ospedale Marino. L’amministrazione Truzzu sarebbe orientata ad acquisire l’immobile al patrimonio comunale.

Questa trovata, che vorrebbe dimostrare una maggiore volontà di intervenire da parte della nuova Giunta, aggiunge in realtà nuovi rischi al già difficile iter avviato e sembra destinata, per diversi motivi che vedremo in questo articolo, a non produrre nulla di buono.
Per questo, insieme ai colleghi Francesca Ghirra e Matteo Lecis Cocco Ortu, abbiamo presentato una mozione sull’ex Ospedale Marino di Cagliari. Per cercare di scongiurare un corso degli eventi che si risolverebbe nell’ennesima occasione persa per il recupero di una parte importantissima del litorale cagliaritano.

Il grande annuncio va intanto ridimensionato: l’attuale rudere sulla spiaggia del Poetto è un bene inalienabile del Demanio dello Stato, pertanto per lo stesso può essere unicamente ipotizzata una concessione per la gestione del bene. Concessione già  autorizzata a favore della Regione Autonoma della Sardegna il 15 maggio 2018.
A seguito di tale autorizzazione la Giunta Pigliaru aveva avviato le procedure per l’affidamento dell’immobile, mediante un bando pubblico, ad un soggetto privato per la realizzazione di una struttura turistico-ricettiva. Sembrava l’ultimo tornante di una strada lunga e tortuosa, prima di una positiva conclusione “in discesa”.

Dopo le elezioni regionali e l’insediamento della nuova Giunta, del bando regionale per l’Ospedale Marino non si è saputo più nulla. Oggi scopriamo che tutta la procedura dovrebbe ricominciare da capo, passando per gli uffici del Comune di Cagliari. Una perdita di tempo, alla quale si aggiunge il forte rischio che il Comune non riesca a portare a termine la procedura.  Vedremo insieme il perché. Per mettere in fila e comprendere tutti i tasselli della vicenda, è utile ripercorrere la storia di questo edificio, iniziata 82 anni fa.

La storia

Le colonie marine in Italia iniziarono già a svilupparsi nell’800 ed erano destinate ad ospitare persone affette da malattie tubercolari, soprattutto bambini. Nel ventennio fascista alla destinazione prettamente curativa viene affiancata la funzione educativa e di propaganda.

Colonia Dux - ex Ospedale Marino

Le attività dei bambini nella Colonia Dux.

A Cagliari la prima colonia marina fu impiantata nel 1917 in una zona praticamente deserta, all’altezza dell’attuale Windsurfing Club, tra Marina Piccola e la prima fermata, e rappresentava una stazione elio-talassoterapica contro la tubercolosi. Gestita dalla Congregazione di carità, si estendeva su un’area di circa 50.000 mq, nella quale furono inizialmente installati venti tendoni e successivamente vennero eretti 38 padiglioni in legno, con coperture in eternit e pavimenti con mattonelle in ceramica, dotati di dormitorio, cucine, lavanderia, refettorio, alloggi per le suore, etc.
Dieci anni più tardi, nel 1928, fu realizzata la colonia Dux, un centro diurno che ospitava, divisi in due turni, circa 500 bambini provenienti dalle classi sociali più umili. L’attività della colonia iniziava nella prima decade di luglio e procedeva sino a settembre inoltrato.

Dietro questa iniziativa assistenziale vi era una buona dose di propaganda fascista destinata ai bambini. Una grande scritta inneggiava al dittatore: “Fortificando il vostro corpo all’azione benefica del sole ricordatevi un nome soltanto e ripetetelo Mussolini”.
Nel 1937 nacque l’idea di costruire una nuova colonia Dux, ispirata ad altre simili costruzioni realizzate in altre parti d’Italia, sperimentando nuovi linguaggi architettonici in chiave funzionalista e razionalista. Il progetto fu affidato all’Architetto Ubaldo Badas che ideò un edificio in cemento armato a pianta curvilinea, confortevole e dotato di tutti i servizi necessari per le esigenze dei bambini.

L’opera non fu completata.

Con l’inizio della seconda guerra mondiale i lavori subirono forti rallentamenti. Non si fermò, invece, la propaganda permeata dallo spirito nazionalista della guerra: in questa foto del 1940 possiamo vedere i bambini schierati sulla spiaggia per formare la parola “VINCERE”.

ex Ospedale Marino - Mussolini e Badoglio

Mussolini e Badoglio durante i lavori per l’edificazione dell’edificio del Badas.

Nel 1947 lo stabile fu convertito in ospedale, assolvendo ad una necessità dovuta alle lacerazioni della guerra. Qualche anno dopo gli fu affiancato un altro edificio più piccolo, per il pronto soccorso.

Nel 1982, dopo trentacinque anni di attività, le funzioni dell’ospedale furono trasferite nell’attiguo ex hotel Golfo degli Angeli, tuttora in uso. Dopo soli sei anni la struttura venne completamente abbandonata. Un destino comune ad altre colonie marine distribuite sul territorio nazionale, che faticano, dopo l’abbandono della loro originaria funzione, a trovare nuova vita.
Solo poche strutture sono state convertite, visto che la riqualificazione risulta particolarmente onerosa e complessa, per via del loro importante valore storico e dei vincoli imposti dalle Sovrintendenze.

Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse per queste strutture e l’attenzione per la loro salvaguardia. L’associazione Italia Nostra, con una mostra itinerante in tutta Italia, cerca di mappare le colonie costruite nel ventennio, e sconosciute ai più.

Che cosa è successo dopo l’abbandono definitivo dell’Ospedale?

L’iter per la riqualificazione

Solo nel 2006, 18 anni dopo la chiusura dell’Ospedale, con la deliberazione n. 12/10 del 28 marzo 2006, la Giunta regionale dettò le direttive per la valorizzazione del bene, stabilendo di affidarlo in concessione d’uso con destinazione turistica non residenziale, legata alla cura, al benessere e ai servizi alla persona;
Con il Decreto Dirigenziale Regionale n. 85 del 19 settembre 2007 l’ex Ospedale Marino, che ricade nel Demanio marittimo, fu dichiarato bene di interesse culturale.

Trascorreranno ulteriori 3 anni prima che, a seguito di un contenzioso amministrativo giunto fino al Consiglio di Stato, dopo una prima aggiudicazione provvisoria alla Sa&Go, l’aggiudicazione definitiva arrivi alla società fiorentina Prosperius. L’ex Marino sarebbe diventato, con una concessione di 50 anni, un centro di riabilitazione intensiva per malati ortopedici.

Il progetto di Prosperius per l'ex ospedale Marino

Rendering del progetto Prosperius per la realizzazione di un centro di riabilitazione.

Per realizzare il progetto era però necessaria una modifica alle previsioni urbanistiche contenute nel PUC di Cagliari. Nel 2011 il Consiglio comunale approva una variante urbanistica (deliberazioni N°73 del 20/12/2011 – N°33 del 22/05/2012 – n. 67 del 09.10.2012) che crea una sottozona urbanistica apposita: GOM – Ex Ospedale Marino e sottozone S3, S4 e H. Nella delibera si prevedeva il recupero funzionale dell’edificio storico, destinato ad attrezzature socio-sanitarie, la demolizione del volume dell’ex Pronto Soccorso e la destinazione delle aree circostanti a parcheggi e strutture di servizio del Parco del Molentargius.

Il 13 aprile 2016, dieci anni dopo l’avvio delle procedure di gara, viene disposta la decadenza dell’aggiudicazione alla ditta Prosperius, che non aveva prodotto le autorizzazioni sanitarie. La ditta impugna il provvedimento con un ricorso, dichiarato poi inammissibile dal Consiglio di Stato con sentenza n. 30 dell’11 gennaio 2018.
Il lungo iter amministrativo e giudiziario per fare dell’ex Marino un centro di riabilitazione di eccellenza si conclude con un nulla di fatto.
LA PROCEDURA IN CORSO
A seguito della sentenza, la Regione Sardegna ha avviato un confronto sul tema con il Comune di Cagliari e con gli altri Enti preposti alla tutela e valorizzazione del compendio. Con la deliberazione 12/17 del 6 marzo 2018 la Giunta regionale ha stabilito:

  • di riconoscere il preminente interesse generale e la rilevanza regionale degli interventi di valorizzazione e riqualificazione del compendio denominato “Ex Ospedale Marino”, del retrostante complesso immobiliare denominato “Ippodromo di Cagliari” e delle aree di proprietà pubblica, al di fuori del demanio marittimo, più prossime e funzionali ai predetti beni (aree retrostanti all’attuale Ospedale Marino, ex hotel Golfo degli Angeli).

In buona sostanza si riconosce che i beni sono tra loro fisicamente e funzionalmente connessi e costituiscono parte integrante del più ampio progetto di riqualificazione del litorale del Poetto.

  • di revocare la precedente deliberazione n. 12/10 del 28 marzo 2006, con la quale sono state approvate le direttive concernenti la gara per la concessione in uso per finalità turistico non residenziali del compendio demaniale marittimo denominato “ex Ospedale Marino” e di indirizzare la riqualificazione del medesimo in chiave turistico-ricettiva;
  • di avviare con il Comune di Cagliari le necessarie interlocuzioni per rendere attuabile l’indirizzo per destinare il compendio a una funzione turistico-ricettiva e consentire al Comune di predisporre l’adeguamento in tal senso dell’attuale strumento urbanistico;
  • A seguito dell’adeguamento dello strumento urbanistico, di avviare le procedure di gara per l’affidamento in concessione dell’ex Ospedale Marino per finalità turistico-ricettive.

È utile sottolineare che per la scelta della destinazione d’uso la RAS ha interloquito con le associazioni imprenditoriali per valutare la sostenibilità economica dell’operazione.
Si rende dunque necessaria una ulteriore variante urbanistica da parte del Comune di Cagliari. Il Consiglio Comunale di Cagliari la adotta con la deliberazione n.7 del 22 gennaio 2019. La nuova norma prevede la riqualificazione del compendio con finalità turistico ricettive mediante un progetto di valorizzazione e bonifica che comprenda tutta l’area sino alla torre “di mezza spiaggia”.

Il progetto di riqualificazione, oltre al sostanziale mantenimento delle caratteristiche architettoniche dell’edificio storico del Badas e la rimodulazione dell’edificio del Pronto soccorso, dovrà anche tener conto dei notevoli vincoli idrogeologici (zona Hi4 di rischio di inondazione costiera). Vincoli che limitano le possibilità progettuali, in particolare modo per l’edificio del pronto soccorso. Non è possibile spostarne il volume, ma soltanto ristrutturarlo (teoricamente mantenendone la sagoma). Un problema che potrebbe essere affrontato avviando una interlocuzione con l’Autorità di Bacino (ADIS) per individuare misure di mitigazione del rischio.

A che punto siamo ora?

Quali criticità sono ancora da superare? Cosa manca per completare l’iter?

Come è evidente a tutti, lo stato di conservazione dell’edificio è pessimo, con una situazione strutturale compromessa, che richiede la sostituzione degli stessi componenti principali.
Il costo dell’intervento, da affidarsi a un soggetto privato mediante gara di appalto, è stimabile intorno ai 25 -30 milioni di euro. Il problema maggiore è però dato dalla possibilità di ammortamento dei cospicui investimenti nel limite temporale delle concessioni di beni di proprietà demaniale (20 anni). Un grave limite alla sostenibilità economica dell’intervento, per il quale la precedente Amministrazione regionale stava predisponendo delle soluzioni.

Conclusioni

Perché sarebbe un errore ripartire da zero.

Come si è visto, l’iter per avviare una riqualificazione dell’Ospedale Marino poggia su un piano normativo molto complesso, necessita degli sforzi congiunti di diverse Amministrazioni, prevede un investimento economico importante da parte di un soggetto privato. E un primo tentativo, lungo circa 12 anni, è già archiviato dopo anni di contenziosi legali.

A questo aggiungiamo il fatto importante che gli uffici del Comune di Cagliari hanno già un carico di lavoro rilevante per l’ordinaria gestione del patrimonio. La gestione di beni importanti attraverso procedure di concessione molto complesse rischia di arenarsi. Non mancano infatti numerosi esempi di immobili comunali da anni inutilizzati, per i quali al momento non è neanche individuata una funzione. È il caso degli uffici nel nuovo complesso di via Santa Gilla, ancora non utilizzati dal Comune, o dei parcheggi in struttura in Via de Magistris.

Ricominciare tutto da zero, pensare che il Comune sia in grado di risolvere da solo i numerosi problemi che gravano sul progetto e trovare un partner privato per un investimento da 30mln, è un azzardo rischioso, che potrebbe stroncare ogni prospettiva per una riqualificazione dell’area.

Per questo nella mozione chiediamo al Sindaco Truzzu di rinunciare all’acquisizione dell’ex Ospedale Marino al patrimonio comunale. Al contrario, gli chiediamo di sollecitare la RAS a proseguire l’iter già avviato per la riqualificazione e valorizzazione dell’ex Ospedale Marino e dei locali del Pronto Soccorso, da convertirsi in una struttura turistica ricettiva.

Sarà necessario individuare le soluzioni per superare gli ultimi ostacoli (vincoli idrogeologici, durata della concessione etc.) alla pubblicazione del bando. Inoltre per evitare che il bando vada deserto sarebbe opportuno sondare preliminarmente, attraverso una manifestazione d’interesse, la disponibilità di soggetti privati a dare avvio all’iniziativa imprenditoriale, stante il quadro vincolistico dato.

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