Alcune idee per Cagliari

La mia idea di Cagliari è quella di una città aperta al mondo, che sappia cogliere le opportunità di sviluppo e di crescita economica, svolgendo il suo ruolo di capitale della Sardegna per favorire una rinascita economica e culturale dell’intera isola.

Sono tre a mio parere i punti prioritari da cui partire:

IL PORTO E IL FRONTE MARE

Cagliari come città aperta non può essere immaginata se non partendo dal mare e, di conseguenza, avendo una particolare attenzione a tutte le zone umide che la circondano e la rendono unica al mondo.

Da questo punto di vista risulta prioritaria la trasformazione del porto storico in porto turistico per il diportismo e il crocerismo e conseguentemente la realizzazione di un distretto dedicato alla nautica.

È stato già avviato il piano per la realizzazione del polo velico a Marina Piccola, che permetterà di dotare il porto di spazi e
servizi per l’organizzazione di manifestazioni e competizioni a livello internazionale.

Il porto canale non può essere marginale, ma deve assumere un ruolo centrale dal punto di vista economico. È necessario incrementare la sua competitività sviluppando un asse nazionale del trasbordo merci centrato sull’integrazione dei tre principali porti del sud del Mediterraneo (Cagliari, Taranto e Gioia Tauro).

POLO VELICO MARINA PICCOLA - IMMAGINE PROGETTO: STUDIO PROFESSIONISTI ASSOCIATI SRL
Polo velico di Marina Piccola. Immagine del Progetto di Studio Professionisti Associati

I GRANDI CONTENITORI

È doveroso premettere che molti di quei “grandi contenitori” inutilizzati di Cagliari sono di competenza di altri Enti. Qualunque progetto di una loro “riconversione” deve quindi passare attraverso un dialogo tra il Comune e gli enti di appartenenza. Anche e, direi, sopratutto questo rientra nei compiti dell’ amministrazione.

Non bastano le idee o i progetti, bisogna poi avere la determinazione e le competenze per portarli a termine attraverso un iter, che, il più delle volte, si presenta piuttosto difficoltoso.

Polo fieristico e congressuale

L’idea da cui era nata la fiera campionaria, figlia di quei tempi, è ormai obsoleta e non risponde più alle esigenze economiche dei nostri giorni. Può però diventare una grande opportunità.

La Fiera appartiene al patrimonio regionale ed è gestita dalla Camera di Commercio (Ente Fiera).

Anche le potenziali manifestazioni fieristiche specializzate, non sono sostenibili all’interno delle attuali strutture e, pertanto, si rende necessaria una profonda ristrutturazione dell’intero compendio e delle sue relazioni con il contesto, anche in funzione di possibili partenariati con analoghi enti nazionali e internazionali.

Il Programma elaborato dalla Ras e dal Comune di Cagliari, coerentemente con gli esiti del Concorso internazionale di progettazione del 2009, prevede il rilancio del comparto fieristico orientato verso:

  • la congressualità con relativa offerta ricettiva;
  • l’esposizione secondo modelli adeguati all’attuale sistema fieristico internazionale;
  • i servizi per l’innovazione tecnologica;
    la connessione con l’area portuale antistante;
  • la connessione con la città e la città metropolitana con la valorizzazione delle realtà contigue;

A questo scopo è prevista l’eliminazione di tutte le strutture obsolete sovrappostesi nel tempo (fatti salvi i Padiglioni Libera e Badas, il palazzo dei Congressi e l’Hangar), e la realizzazione di nuove strutture (espositive e congressuali) adeguate alle nuove necessità poste perimetralmente al fine di ottenere un grande spazio centrale attrezzabile per grandi eventi artistici e sportivi.

Nuovo Polo Fieristico. Immagine del Progetto di Studio Professionisti Associati

Città della Solidarietà (ex deposito Monte Urpinu)

Il comparto è stato acquisito dalla RAS, che ha previsto di destinarlo alle associazioni di volontariato sociale.

Allo stato attuale (con l’eccezione della Caritas) non sono stati presentati concreti progetti
di immediata eseguibilità da parte delle associazioni, per cui rimangono aperte tutte le possibilità per l’utilizzo dell’area.

Di particolare interesse è la possibilità di integrazione di parti dell’area con il parco urbano di Monte Urpinu.

Caserma Ederle e area di Calamosca

La Caserma Ederle (un vasto comparto con oltre 60.000 mc di costruito) fa parte del patrimonio demaniale in dismissione che verrà acquisito dalla RAS a fronte del reperimento e cessione di strutture più idonee agli usi militari.

Attualmente ospita ancora pochi uffici militari e l’archivio dell’Ufficio leva del distretto militare.

La vocazione del complesso, in prossimità del mare, è essenzialmente turistica e di servizio ad attività complementari.

In occasione della possibile candidatura di Roma ad ospitare le Olimpiadi del 2024,
fu effettuato dal Comitato Olimpico un sopralluogo a seguito del quale ne fu indicata la piena idoneità ad ospitare il quartier generale delle competizioni veliche.

Il complesso è in contiguità con l’area naturale che conduce al faro di Capo Sant’Elia, area anch’essa reclamata da RAS e Comune di Cagliari, per renderla fruibile al pubblico.

La caserma e la spiaggia di Calamosca.

LE PORTE DELLA CITTÀ

Il territorio della città è costituito anche da tante aree marginali confinanti con gli altri comuni limitrofi che rappresentano un’opportunità
per la realizzazione di servizi di interesse metropolitano. L’area di Terramaini al confine tra l’abitato di Pirri e Monserrato, potrà ospitare un polo dedicato a varie discipline sportive e del tempo libero, altresì il canale omonimo potrà essere bonificato e si potranno realizzare aree di sosta e di ristoro lungo i suo argini creando una via di collegamento con l’area del Parco di Molentargius.

Nell’area di San Paolo al confine con il comune di Elmas sarà realizzato un parco urbano sportivo di 3,5 ettari che creerà la connessione tra la laguna di Santa Gilla e il parco archeologico di Tuvixeddu. Analoghi interventi sono previsti per la zona del Fangario e della piana di San Lorenzo, che rappresentano le vere porte di accesso alla città e che potranno ospitare nuove funzioni e servizi per Cagliari e per i comuni della città metropolitana.

La connessione con il resto dell’ isola non può prescindere dalla realizzazione di interventi infrastrutturali che miglorino l’accessibilità del capoluogo. In tal senso risultano strategici gli interventi sulla viabilità di ingresso alla città (S.S. 195, S.S. 554, etc.), sulla rete ferroviaria regionale e il completamento della rete della metropolitana di superfice. Uno degli interventi infrastrutturali indispensabili è la realizzazione del centro intermodale di Piazza Matteotti, che necessita, oltre alla riqualificazione dei giardini, di una riorganizzazione dei sistemi di trasporto al fine di realizzare una reale integrazione tra i vari modi di viaggio (trasporto pubblico urbano ed extra-urbano su gomma, rete ferroviaria, porto e aeroporto.